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7 ottobre 2023

Amit Mann · 22 anni

Clinica di Be'eri
Amit Mann
Amit Mann
«Sono arrivati. Sono nella clinica.»

Amit era paramedica del Magen David Adom, il servizio nazionale israeliano di soccorso. Viveva e lavorava nel kibbutz di Be'eri. Durante l'assalto rimase chiusa nell'ambulatorio del kibbutz e per circa sei ore curò i feriti, mentre fuori i terroristi di Hamas entravano nelle case. Con lei c'erano un'infermiera e un dentista.

Durante l'assedio scriveva su WhatsApp alla sorella Lior. Le raccontava che facevano quello che potevano, che la sparatoria non finiva mai, che i terroristi sembravano sempre di più ed erano entrati nelle case, che anche i soldati erano stati colpiti. Lior cercava di darle coraggio. Amit le rispose che le voleva bene e la ringraziò.

Poi arrivò l'ultimo messaggio, in cui si sentono gli spari. I terroristi erano entrati nell'ambulatorio, e Amit diceva di non pensare di uscirne viva e che voleva bene alle sorelle. Secondo l'altra sorella, Haviva, Amit si era nascosta nel cucinino con un coltello da cucina.

Il suo corpo fu ritrovato la sera di lunedì 9 ottobre, insieme a quelli di oltre cento altre vittime. La sorella Lior l'ha ricordata come la principessa di casa, una ragazza che cercò di salvare vite fino all'ultimo momento.

Fonte originale

Articolo di Ynet con i messaggi di Amit alla sorella e il racconto delle sue ultime ore. La pagina è in inglese. Il racconto in italiano è a cura dell'Associazione Italia Israele • Alessandria עמותת איטליה־ישראל אלסנדריה.

Apri la fonte · Ynet