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7 ottobre 2023

Uccidere e prendere ostaggi faceva parte del piano

I civili erano un obiettivo
Human Rights Watch · Rapporto«I Can't Erase All the Blood from My Mind»Palestinian Armed Groups' October 7 Assault on IsraelPubblicato il 17 luglio 2024 · in inglese

Nella lettera inviata a Human Rights Watch il 14 aprile 2024, Hamas ha sostenuto che le Brigate al-Qassam avevano ordinato ai propri combattenti di non colpire i civili, e ha attribuito le violenze a palestinesi di Gaza estranei all'organizzazione.

Il rapporto di HRW, pubblicato il 17 luglio 2024, giudica falsa questa versione. Secondo l'organizzazione l'uccisione dei civili e la cattura di ostaggi erano obiettivi fissati fin dall'inizio, e l'attacco fu pianificato e coordinato proprio per raggiungerli.

Gli elementi raccolti vanno tutti nella stessa direzione. I combattenti cominciarono a sparare sui civili subito dopo l'inizio dell'assalto, alle 6.30 del mattino. Tra il dicembre 2020 e il settembre 2023 i gruppi armati avevano svolto quattro esercitazioni, chiamate «Strong Pillar», in cui si addestravano alla presa di ostaggi, all'assalto di insediamenti, agli sbarchi dal mare, alla distruzione delle torri di comunicazione e allo sfondamento delle recinzioni di confine. Dal 2018 le formazioni armate di Gaza si coordinavano in una sala operativa congiunta.

All'attacco parteciparono cinque gruppi armati. Lo guidarono le Brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas, il gruppo più attivo quel giorno, che aprì dieci delle tredici brecce nella barriera di confine documentate da HRW. Con loro c'erano le Brigate al-Quds della Jihad islamica e le milizie di altre tre organizzazioni palestinesi.

Fonte originale

Human Rights Watch, «I Can't Erase All the Blood from My Mind». Palestinian Armed Groups' October 7 Assault on Israel, 17 luglio 2024. Il rapporto è in inglese ed è disponibile anche in arabo ed ebraico.

Pagine 9-10 e 12-13 dell'edizione a stampa.

Apri la fonte · Human Rights Watch