7 ottobre 2023
Persone uccise nelle case, nei rifugi e mentre fuggivano
Il rapporto ricostruisce gli attacchi contro almeno 19 kibbutz e 5 moshav, le città di Sderot e Ofakim, due festival musicali e una festa sulla spiaggia.
I combattenti spararono a distanza ravvicinata su persone che cercavano di fuggire. Lanciarono granate e aprirono il fuoco dentro le stanze di sicurezza e i rifugi, colpirono le abitazioni con lanciarazzi RPG, diedero fuoco a case con dentro le famiglie, che morirono bruciate o soffocate.
Secondo il conteggio dell'agenzia AFP ripreso nel rapporto, dei 1.195 morti del 7 ottobre 815 erano civili, tra cui 79 stranieri, almeno 282 donne e 36 bambini. Al solo festival Supernova furono uccisi almeno 364 civili e 40 persone vennero rapite. In tutto le persone prese in ostaggio furono 251.
HRW conclude che furono commessi numerosi crimini di guerra, tra cui attacchi deliberati o indiscriminati contro i civili, l'uccisione di persone catturate, trattamenti crudeli e inumani, violenze sessuali e di genere, la presa di ostaggi, la mutilazione e la spoliazione dei corpi, l'uso di scudi umani e il saccheggio. Poiché l'attacco fu esteso e sistematico e diretto contro la popolazione civile, l'uccisione dei civili e la presa di ostaggi costituiscono anche crimini contro l'umanità.
Fonte originale
Human Rights Watch, «I Can't Erase All the Blood from My Mind». Palestinian Armed Groups' October 7 Assault on Israel, 17 luglio 2024. Il rapporto è in inglese ed è disponibile anche in arabo ed ebraico.
Pagine 2 e 9-10 dell'edizione a stampa.
Apri la fonte · Human Rights Watch